A Room of No One's Own

"Familiarizzare il non familiare e defamiliarizzare il familiare" Paul Ricoeur

La Philosophy for Children è un programma educativo ideato, a metà degli anni settanta, dal filosofo americano Matthew Lipman (professore emerito alla Montclaire State University) e da suoi collaboratori, in primo luogo Ann M. Sharp.
Il progetto, ispirato alla Community of Inquiry deweyana, propone la pratica filosofica come indagine conoscitiva nei vari campi dell’esperienza umana.
Lo scopo didattico-pedagogico è quello di incrementare le capacità cognitive complesse, le abilità linguistico-espressive e sociali.

La sua valenza è ampiamente documentata dall’esperienza decennale nei paesi – soprattutto Stati Uniti, Canada, America Latina, Corea, diversi stati africani ed europei – in cui la Philosophy for Children è diffusa a partire dai vari cicli scolastici e in differenti contesti educativi.

Dalla fine degli anni ’90, anche la Division of Philosophy dell’UNESCO sostiene il programma.

La matrice pedagogica del progetto si basa sul riconoscimento della valenza educativa della indagine filosofica, intesa come pratica di ricerca intorno ai campi dell’esperienza umana, nelle sue dimensioni estetiche, etiche, logiche. La pratica della ricerca filosofica consente di sviluppare le abilità di ragionare, di formare concetti, di indagare il significato dei concetti, delle esperienze, dei problemi.

Essa è in grado di predisporre il pensiero a:

  • investigare il senso delle idées reçues (idee preconcette) e delle assunzioni date per scontate,
  • dialogare con gli altri, imparando a collocarsi nell’altrui punto di vista e a cooperare alla ricerca comune del significato dell’esperienza,
  • esplorare le problematiche emergenti in un’ottica trasversale e interdisciplinare.

Costrutto alla base della Philosophy for Children è la comunità di ricerca: la ricerca filosofica si sviluppa nel confronto con gli altri, attraverso il dialogo critico-argomentativo che consente dicostruire insieme percorsi di indagine sulle dimensioni filosofiche dell’esperienza.

Questo processo non è direzionato ma solo facilitato da un formatore (il facilitatore) che abbia acquisito, oltre che specifiche conoscenze e competenze psico-pedagogiche, filosofiche e didattiche, l’habitus del filosofo maieuta.

Il facilitatore ha il ruolo di sollecitare e stimolare la discussione, orientando la comunità in modo non direttivo verso il livello di astrazione che essa può raggiungere. La sua, nel solco vygotskiano in cui si iscrive la metodologia di Lipman, è una funzione di scaffolding, di sostegno e guida dell’intero processo dell’indagine filosofica.

Il facilitatore ha quindi il compito di:

  •  favorire il dialogo
  • stimolare l’approfondimento del lavoro di gruppo garantendone l’autonomia nel suo processo di ricerca
  • monitorare la validità della discussione e della ricerca.

Obiettivi generali

  • Sviluppare il pensiero complesso nelle sue dimensioni: critica, creativa, affettivo-valoriale
  • Armonizzare conoscenza e vissuto
  • Sviluppare il pensiero caring e l’educazione alle emozioni
  • Analizzare criticamente i valori
  • Sviluppare sensibilità verso il contesto
  • Saper formulare concetti in modo coerente
  • Saper porre domande pertinenti
  • Scoprire soluzioni alternative a problemi
  • Imparare ad ascoltare gli altri rispettando il proprio turno per parlare
  • Fornire buone ragioni per le convinzioni espresse

Finalità

  • Incentivare l’argomentazione e la giustificazione logica delle proprie posizioni di pensiero,
  • utilizzando in modo consapevole il linguaggio, con particolare attenzione al significato delle parole
  • Incentivare l’esercizio al pensiero autonomo
  • Incentivare l’esercizio al pensiero creativo
  • Educare ad uno stile di pensiero aperto, disponibile all’incontro con l’altro attraverso il dialogo
  • Favorire la relazione e la integrazione tra gli alunni
  • Stimolare la maturazione della sfera affettivo-emotiva e socio-relazionale.

L’abilitazione allo svolgimento della professione di facilitatore-teacher in P4C è riconosciuta a seguito di una formazione specifica che rispetta i criteri individuati dalla comunità internazionale di settore

Il CRIF

Il Centro di Ricerca sulla Indagine Filosofica (English: Italian Research Center for Philosophical Inquiry) è un’associazione di promozione sociale e culturale (fondata nel 1991) impegnata nella diffusione della Philosophy for Children (P4C), secondo il modello di Matthew Lipman e Ann M. Sharp e collaboratori.

Tale approccio filosofico ed educativo mira a incoraggiare il pensiero complesso, in prospettiva critica, creativa e valoriale (o caring), in bambini, adolescenti e adulti mediante la pratica del ragionare insieme in una Comunità di Ricerca Filosofica (CdRF). Ha avuto ampio seguito in tutto il mondo, con l’istituzione di organizzazioni nazionali e una consolidata sperimentazione del modello in diversi paesi. Nel corso degli anni, il programma di partenza è stato sviluppato in Italia dal CRIF, promuovendo la Philosophy for Community, destinata agli adulti e finalizzata al life long learning, per rafforzare abilità e competenze di complex thinking in contesti lavorativi e di vita.

Più in generale, quindi, la finalità del CRIF è la promozione, la sperimentazione e il monitoraggio della ricerca relativa alla Pratica filosofica di Comunità (PfC), in riferimento a diversi ambiti scolastici, formativi e socio-culturali. L’associazione è impegnata nello sviluppo di una cultura condivisa del filosofare, inteso come pratica di cittadinanza attiva e responsabile.

Il CRIF è riconosciuto dall’Institute for the Advancement of Philosophy for Children (IAPC, con sede presso Montclair State University, New Jersey, USA) ed è membro dell’International Council for Philosophical Inquiry with Children (ICPIC), il network internazionale che raccoglie i centri di filosofia con bambini e adolescenti in oltre 70 paesi nel mondo di 5 continenti.

Oltre a operare attraverso i suoi soci e le sue sedi locali, il CRIF collabora con l’Università di Napoli ‘Federico II’ e con l’Università di Firenze a corsi di perfezionamento e aggiornamento-formazione in Philosophy for Children; e ha stabilito negli anni rapporti con altri atenei italiani, nonché vari Enti e Istituzioni.

IL CRIF incoraggia e produce la letteratura di settore sia a carattere scientifico che manualistico – attraverso libri, saggistica, riviste e altre pubblicazioni – e cura, tra l’altro, la traduzione in italiano dei materiali originali del curricolo Lipman e quella di materiali e risorse più recenti, presso l’editore Liguori di Napoli nella collana “Impariamo a pensare.” Organizza eventi, seminari, convegni e altre iniziative.

Al CRIF fa riferimento anche la Scuola Internazionale Estiva di Acuto (En: International Summer School of Acuto) che organizza ininterrottamente dal 1999 – unica in Italia per continuità – corsi residenziali di formazione, sperimentazione e ricerca nell’ambito della pratica filosofica di comunità.

Il Crif è un soggetto accreditato/qualificato MIUR per la formazione del personale scolastico ai sensi della Direttiva 170/2016.

 

Contenuti tratti dal sito CRIF www.filosofare.org

 

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